«Faremo di Ravello la Salisburgo del Mediterraneo». È l’auspicio del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino che ha presentato il programma di eventi per l’inaugurazione dell’auditorium Oscar Niemeyer di Ravello (Salerno), dal 29 al 31 gennaio.
«Ravello è un esperimento unico nel suo genere ed esemplare per tutta la Campania – ha continuato Bassolino -. È il frutto dell’azione sinergica delle istituzioni territoriali e locali. Il nostro obiettivo è stato ed è quello di incidere sul profilo socio-economico regionale mettendo a sistema e gestendo sinergicamente i beni di interesse artistico e archeologico, attraverso eventi spalmati su tutti i mesi dell’anno, in modo da destagionalizzare il turismo.
L’orchestra e il coro del teatro San Carlo di Napoli che il 30 gennaio eseguiranno la nona sinfonia in re minore op.125 di Beethoven diretta da David Afkham, una performance del sassofonista Nicola Alesini e un concerto di Lucio Dalla e, il giorno dopo, il violino su musiche di Antonio Vivaldi di Salvatore Accardo, saranno alcuni dei momenti dell’inaugurazione dell’auditorium per una tre giorni, dal 29 al 31 gennaio prossimi, ricca di avvenimenti.

Tra gastronomia e teatro all’interno della basilica di Sant’Eustacchio a Scala, si rivivanno i fasti medioevali del ducato marinaro di Amalfi.
La Costiera amalfitana ha sempre esercitato un forte fascino sui suoi visitatori.
attraverso un archivio dedicato all’opera e alla figura dell’artista Sol LeWitt e l’esposizione delle produzioni di artisti internazionali.
Sant’Agata sui due Golfi sorge in posizione privilegiata, sulla collina al centro dei magnifici golfi
Nel cuore della Costiera Amalfitana c’è un mondo sconosciuto e meraviglioso da scoprire, pronto ad incantarvi con lo spettacolo di una natura prodigiosa. Un caleidoscopio di scenari emozionanti ed inimmaginabili, dove il gioco di allegre sorgenti crea, come per magia suggestivi stillicidi e spumeggianti cascate vi guiderà attraverso la Valle delle Ferriere.
si potranno notare i resti dell’antica ferriera e dei mulini per la lavorazione della carta a mano di Amalfi che utilizzavano appunto l’abbondanza d’acqua proveniente dal cuore della Valle.



